23 aprile 2026
ALBANIA ON THE ROAD
Ed eccoci qui.
Mi è mancato questo spazio condiviso. Questo blog ha sempre significato molto per me, ma ho sentito di dovermi prendere una pausa.
Sono stati anni intensi, ma anche molto importanti, in cui ho dovuto perdermi per ritrovarmi.
Adesso però sono più pronta che mai a “partire” insieme a chiunque senta di volerne fare parte.
E quale luogo migliore per iniziare questo nuovo capitolo di storia se non un viaggio on the road in Albania?
Partire di notte da Brindisi con la moto ha qualcosa di profondamente romantico. L’aria è più fresca, le strade più silenziose, e la sensazione è quella di stare già vivendo il viaggio ancora prima di arrivare. Il traghetto verso Durazzo scivola lento sull’Adriatico mentre il cielo inizia a schiarirsi, e quando finalmente tocchi terra, hai la netta percezione di essere entrata in un mondo nuovo, ancora tutto da scoprire.
La prima tappa è Scutari, una città che ti accoglie con un’atmosfera autentica e rilassata. Qui il tempo sembra avere un ritmo diverso: le strade sono vive ma mai caotiche, e basta poco per sentirsi parte del posto. La sera ci lasciamo trascinare da una danza tradizionale, tra musica locale e sorrisi sinceri, e poi arriva la cena… l’agnello più buono mai mangiato, tenero e saporito, accompagnato da quelle foglie di vite ripiene di riso che sanno di casa, di tradizione, di qualcosa di semplice e perfetto.
La mattina, Scutari si sveglia piano: anziani seduti ai tavolini giocano a carte o a scacchi, osservando la vita passare. La sera, invece, sono i giovani a riempire le strade, tra bar, musica e risate. È un equilibrio bellissimo, fatto di quotidianità e leggerezza.
Poi si parte verso Tirana, una capitale sorprendente, colorata, piena di energia. Una città che mescola passato e modernità, dove ogni angolo racconta qualcosa. Bellissima, sì, ma anche caotica… tanto che a un certo punto abbiamo deciso di lasciare la moto: guidare lì è un’esperienza per veri coraggiosi.
Il viaggio continua verso Saranda, tra curve, panorami e una pioggia improvvisa che si trasforma in un ricordo indimenticabile. Una vera bomba d’acqua ci costringe a fermarci in un minuscolo bar sperduto nel nulla. Solo noi e una barista giovanissima e dolcissima, con una sola birra e un pacchetto di patatine da offrire. Eppure, in quel momento, non mancava niente. Ci ha accolti con un calore che difficilmente si dimentica — lo stesso che abbiamo trovato in ogni persona incontrata in Albania.
A Saranda, però, emerge anche un contrasto difficile da ignorare. Le luci delle discoteche piene di ragazzi si scontrano con immagini più dure: bambini addormentati per strada, famiglie e piccoli gruppi di persone — probabilmente appartenenti a comunità nomadi — che cercano di sopravvivere tra le macchine e fuori dai locali. Una realtà che colpisce e fa riflettere. Anche noi abbiamo vissuto un momento di paura, quando un bambino ha cercato di afferrare un borsone legato alla moto mentre eravamo in movimento. Più dello spavento, è rimasta la preoccupazione per lui, per il rischio che avrebbe potuto correre.
Riprendiamo il viaggio e ci fermiamo a Himarë, dove il tempo sembra rallentare di nuovo. Un bagno rigenerante dopo quattro ore di moto tra paesaggi incredibili: distese verdi infinite, rocce altissime che ricordano quasi scenari dell’Arizona, e animali liberi — buoi e pecore — che attraversano la strada senza fretta, come se fossero loro i veri padroni di quei luoghi.
Ultima tappa: Ksamil, un piccolo angolo di paradiso. Acque cristalline, sabbia chiara e una tranquillità che sa di fine viaggio, ma anche di gratitudine. Il giorno dopo si riparte da Valona, con negli occhi ancora tutta quella bellezza.
Pazzi? Forse sì. Chilometri su chilometri tra moto e passi a piedi, stanchezza e adrenalina, imprevisti e meraviglie.
Questo viaggio, per oggi, si conclude qui… al prossimo angolo di mondo!
Mirupafshim Albania – Jess

